A riprova della triste verità che non ero esattamente Holmes, la mia assurda idea che Eddie Parks potesse essere il famoso Killer del Castello del Brivido. Fui tentato di confessarle che ero più interessato a garantire l’eterno riposo della vittima che a catturare l’assassino, ma mi avrebbe preso per pazzo, pur senza negare quanto accaduto a Tom. «No, non credo neanch’io.»
«Tra parentesi, mi devi quasi quaranta dollari di prestiti interbibliotecari.»
«Nessun problema.»
Mi ficcò un dito tra le costole. «Lo spero bene. La vita dello studente lavoratore non è uno spasso.»
Si sistemò la valigetta tra le caviglie, aprendo la cartellina. All’interno, una manciata di fotocopie, due о tre pagine di appunti battuti a macchina, e un mazzetto di fotografie patinate, simili a quelle dei frollocconi irretiti dalle Sirene di Hollywood. «D’accordo, procediamo con ordine. Sono partita dall’articolo del News and Courierdi Charleston che mi avevi segnalato.» Mi passò una delle copie. «Pubblicato sull’edizione domenicale, contiene molte congetture e scarse informazioni di prima mano. Leggilo dopo, se vuoi; te lo riassumerò in breve, limitandomi ai punti salienti.
«Quattro ragazze. Cinque, contando lei.»Indicò il Castello in fondo alla Passeggiata. «La prima si chiamava Delight Mowbray. DeeDee, per gli amici. Di Waycross, in Georgia. Bianca, ventun anni. Un paio di giorni prima di venire uccisa, ha raccontato all’amica del cuore Jasmine Withers di avere un nuovo ragazzo, più vecchio di lei e molto carino. È stata ritrovata lungo un sentiero al margine della palude di Okefenokee il trentun agosto 1961, nove giorni dopo la sua scomparsa. Se l’omicida l’avesse buttata dentro l’acquitrino, probabilmente sarebbe stata scoperta solo dopo parecchio tempo.
«O forse mai», risposi. «Gli alligatori se la sarebbero pappata nel giro di venti minuti.»
«Disgustoso ma vero.» Mi allungò un’altra fotocopia. «L’articolo del Journal-Heralddi Waycross.» Sulla pagina, l’immagine di un poliziotto con lo sguardo cupo che regge un calco in gesso di impronte di pneumatici. «Stando alle indagini, lui se ne sarebbe liberato subito dopo averla sgozzata. Secondo l’articolo, le tracce appartenevano a un camioncino.»
«L’ha scaricata come fosse un sacco della spazzatura.»
«Disgustoso ma vero, anche in questo caso.» Mi passò la copia di un nuovo ritaglio di giornale. «La numero due. Claudine Sharp, di Rocky Mount, proprio qui nella Carolina del Nord. Bianca, ventitré anni. Trovata morta in una sala cinematografica cittadina, il due agosto 1963. Il film in programmazione era Lawrence d’Arabia,molto lungo e molto fracassone. Citando ‘una fonte anonima all’interno della polizia’, l’autore del pezzo spiega che probabilmente l’omicida le ha tagliato la gola durante una delle scene di battaglia. Una pura ipotesi, naturalmente. Il colpevole si è lasciato dietro un paio di guanti e una camicia coperti di sangue e se l’è svignata con la camicia che indossava sotto.»
«Dovrebbe trattarsi dello stesso tipo che ha ucciso Linda Gray.»
«Sembrerebbe di sì. I poliziotti hanno interrogato tutti gli amici della ragazza, ma Claudine non aveva mai raccontato di un nuovo fidanzato.»
«Non ha detto con chi sarebbe andata al cinema quella sera? Nemmeno ai propri genitori?»
Erin mi fissò con infinita pazienza. «Aveva ventitré anni, Dev, non quattordici. Viveva da sola dalla parte opposta della città, in un monolocale sopra il minimarket dove lavorava.»
«E sei venuta a saperlo dall’articolo di giornale?»
«Certo che no. Ho fatto qualche telefonata. Onestamente, mi sono consumata le falangi a furia di comporre numeri. Mi devi anche i soldi delle interurbane. Comunque, dopo ritorneremo su Claudine Sharp. Ora andiamo avanti. Vittima numero tre, secondo il News and Courier,una ragazza di Santee, nella Carolina del Sud. Siamo arrivati al 1965. Eva Longbottom, diciannove anni. Nera. Sparita il quattro luglio. Il suo cadavere è stato scoperto da due pescatori sulla sponda settentrionale del fiume Santee. Violentata e pugnalata al cuore. Le altre erano bianche e nessuna di loro è stata stuprata. Se ti va puoi aggiungerla alla lista del Killer del Castello del Brivido, ma ho i miei dubbi in merito. Prima di Linda Gray, l’ultima vittima è stata…»
Mi porse la fotografia dell’annuario scolastico di una splendida giovane dai capelli castano dorato. La classica liceale che è capo delle cheerleader, reginetta del ballo per gli ex alunni, fidanzata del quarterback della squadra di football… ed è comunqueamata da tutti.
«Darlene Stamnacher. Probabilmente si sarebbe cambiata cognome se avesse sfondato nel mondo del cinema, il suo arcinoto obiettivo. Bianca, diciannove anni, di Maxton, Carolina del Nord. Scomparsa il ventinove giugno 1967. Ritrovata due giorni più tardi, dopo che era stata cercata in lungo e in largo, dentro una baracca sul ciglio della strada, spersa tra le pinete a sud di Elrod. Gola tagliata.»
«Accidenti se era bella. Non aveva un ragazzo fisso?»
«Uno schianto simile? Secondo te? La polizia si è precipitata dal fidanzato, che però non si trovava nei paraggi. Era andato a campeggiare sulle Blue Ridge Mountains con tre amici, che hanno garantito per lui. A meno che non si fosse fatto spuntare le ali, ritornando in volo, il colpevole era un altro.»
«E poi è toccato a Linda Gray», affermai. «Numero cinque. A patto che siano state tutte uccise dallo stesso uomo.»
Erin sollevò l’indice con un’aria da brava maestrina. «Cinque, sì, se nessuna delle sue vittime manca all’appello. Potrebbe averne ammazzate altre nel ’62, nel ’64, nel ’66… insomma, ci siamo capiti.»
Il vento soffiava e ululava impetuoso tra i montanti della Ruota del Sud.
«Passando ai particolari che mi mettono a disagio…» proseguì lei, come se cinque ragazze defunte non fossero già abbastanza. Sfilò una fotocopia dalla cartellina. Era un volantino, un superstrillo secondo la Parlata, che pubblicizzava lo Spettacolo delle Mille Mirabilie di Manly Wellman. Sul foglio, due pagliacci a reggere una lunga pergamena che elencava il meglio dell’offerta, tra cui IL PIÙ RICCO CAMPIONARIO D’AMERICA DI FENOMENI DA BARACCONE! E DI ALTRE IMPENSABILI BIZZARRIE! Non mancavano giostre, giochi, divertimenti per i bambini e IL TUNNEL DELL’ORRORE PIÙ TERRIFICANTE DEL MONDO!
Entrate se ne avete il coraggio, pensai.
«L’hai scovato grazie al servizio di prestito interbibliotecario?»
«Sì, puoi procurarti di tutto, se sei disposto a rimboccarti le maniche. O a tenere dritte le orecchie, perché è la più grande rete di informazioni della Terra. Questa inserzione è stata pubblicata sul Journal-Heralddi Way-cross la prima settimana di agosto del 1961.»
«Lo spettacolo di Wellman era a Waycross quando è sparita la prima ragazza?»
«DeeDee Mowbray? No, si era già spostato. Ma c’era ancora quando lei ha rivelato all’amica di avere un nuovo filarino. Adesso da’ un’occhiata a questo, comparso sul Telegramdi Rocky Mount per una settimana a metà luglio 1963. Un annuncio promozionale, come forse sai meglio di me.»
Era un’altra pubblicità a piena pagina che annunciava l’arrivo dello Spettacolo delle Mille Mirabilie. I soliti due pagliacci tenevano la solita pergamena, con l’unica differenza che, due anni dopo la tappa a Waycross, si era aggiunta una lotteria con un montepremi di diecimila dollari ed era stato eliminato ogni riferimento ai «fenomeni da baraccone».
«La fiera era in città quando Claudine Sharp è stata assassinata all’interno del cinema?»
«No, ha levato le tende il giorno prima.» Picchiettò un dito contro il margine inferiore del foglio. «Ti basta controllare le date, Dev.»
Lei conosceva l’ordine degli avvenimenti meglio di me, ma decisi di non giustificarmi. «E la terza vittima? Eva Longbottom?»
«Non ho trovato traccia di nessuno spettacolo itinerante nella zona di Santee, men che meno di quello di Wellman, visto che è fallito nell’autunno del 1964. La notizia è stata riportata su Outdoor Trade and Industry.Secondo me, e i bibliotecari che mi hanno aiutato, è l’unica pubblicazione di settore dedicata all’industria dei luna park e dei parchi divertimenti.»